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Sono figlia del cammino, la carovana è la mia casa (Amin Maalouf)

Ciao Maestra Martina

Ciao maestra Martina

Oggi se ne va un pezzo di me, la parte migliore formata dai bei momenti che tu,come maestra, hai fatto vivere a me e ai miei compagni.

Mi hai insegnato a scrivere, leggere, a stare dentro nelle righe.

Mi hai insegnato a disegnare il mondo come volevo, a colorare gli spazi bianchi, a vivere la vita con leggerezza d’animo.

Mi hai insegnato a pensare, a elaborare, a dare valore al vissuto del quotidiano.

Mi hai trasmesso la gentilezza, l’importanza del saluto e del sorriso.

Mi hai spronato, con il tuo esempio di tutti i giorni, a non lasciare indietro nessuno.

Oggi sono triste, il cuore è gonfio di pianto; mi alleggerisce solo sapere che una parte di te rimarrà in tutti i bambini che hai cresciuto.

Grazie maestra Martina per avermi fatto amare la lettura ma anche per i Si con la penna rossa; mi hanno aiutato a crescere e a migliorarmi.

Grazie maestra Martina per la tua dolcezza e la tua sensibilità, per non aver mai detto una parola fuori posto.

Per me sei stata più di una maestra, sei e sarai per sempre una donna straordinaria.

Il mio più sentito abbraccio oggi va alla tua famiglia.

“Amo le persone che fanno bene il proprio lavoro: qualunque esso sia, a qualunque cosa conduca, a prescindere dalla quantità di gente che godrà del loro impegno, della loro passione. Amo il lavoratore coscienzioso perché migliora la vita di tutti: la sua, la mia. Lavorare bene è un modo per dare senso al tempo, e per capire qualcosa (sempre troppo poco) di sé. Amo il fornaio, per esempio, il fornaio che sa come cuocere il pane, e che mi offre, per accompagnare il pasto, una pagnotta croccante se dev’essere croccante, morbida se dev’essere morbida. Amo il medico che non prescrive, pigro, ricette, senza neppure far accomodare il paziente.

………….

Amo il fioraio che ti consiglia il fiore giusto e il professore che appassiona gli alunni alla sua materia, qualunque essa sia. Amo l’idraulico che intuisce subito dov’è la perdita e che sa come ripararla; e il sarto, sì, il sarto che prende le misure senza farti tornare.

Amo le persone che fanno bene il proprio lavoro, sì.

Da La bellezza nonostante di Fabio Geda

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Tutti i miei sbagli

Passiamo il tempo ad accusare gli altri delle cose che ci succedono e alla fine abbiamo perso un sacco di momenti in cui si poteva risalire semplicemente guardandosi dentro.

In questi anni ho imparato che la responsabilità di ciò che mi accade, di come ho costruito la vita è semplicemente mia.

Ogni giorno mi sono alzata e ho scelto con chi stare, cosa fare, che direzione dare alla mia esistenza.

Non è colpa di nessuno se le cose non sono andate come sarebbero dovute andare, non è un fallimento ma un insegnamento di vita.

La vita è ciò che vogliamo, è il coraggio che abbiamo.

La vita è l’unica cosa reale che abbiamo, che possiamo costruire passo dopo passo. A volte si sbaglia, ci si intestardisce in cose che dentro di noi sappiamo che non possono andare. Ma il bello della vita è anche questo, lo sbaglio è esistenza e in fondo anche resistenza.

Lo sbaglio ci rende quello che siamo oggi, fragili ma noi stessi, feriti ma in guarigione.

Rieccomi qui

Sono stata lontana parecchio ma sono sempre stata qui con il cuore.

Ho passato giorni facendo viaggiare con me i pensieri, li ho lasciati un po’ dentro di me e un po’ li ho fatti volare oltre le montagne.

Ho viaggiato molto, mi sono ripresa la mia vita. Continuo a fare errori, ma nei miei errori ritrovo sempre me. Non mi fanno più paura perché finalmente non ho più paura di ciò che sono. Non ho più paura di questa pelle in meno che ho, non mi vergogno più se all’improvviso mi scendono le lacrime. Ho abbandonato l’aggressività, non ne ho più bisogno. Non ho più niente da cui difendermi.

Continuo a non capire chi non saluta, chi non sa sorridere, continuo ad odiare la negatività. In questo non sono cambiata o forse sì, la negatività la tengo ancora più lontana da me.

Non tornerei mai indietro rispetto a dove sono adesso. Riesco solo a guardare dritto davanti a me, con la sicurezza che le cose vissute nel mio passato mi sanno dare. Io sono anche grazie a quei momenti.

Io sono.

Oggi più che mai 

È vero, tesoro mio, come mi scrivevi alcuni mesi fa che per voi io sono “la vostra famiglia.”Oggi più che mai, in questo momento che nessuna donna dovrebbe mai vivere, io sono la tua famiglia.

Piango come se fosse successo a me.

Vi ho visto crescere, a te e M, attraverso il lavoro.

Ho visto le vostre storie iniziare e finire.

Ognuna per la propria strada, ma sempre sorelle.

Ho visto la gioia riapparire sul tuo volto dopo un anno di stanchezza morale, di traslochi e di porte che dovevano essere chiuse.

Ho visto tutto questo nel connubio che si può creare tra le lenti del lavoro e i miei occhi da umana, nelle volte che potevo essere da voi.

Ho visto la bambina di M e quanto ho gioito. Ho gioito per lei e per te, zia fiera e orgogliosa.

E ora, tesoro mio, sento la tua sofferenza e vorrei fare qualcosa per abbatterla.

Di sicuro una cosa la farò, ci sarò.

Come in questi anni, oggi più che mai.

Come una famiglia.

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