Spesso quando sento la signora Egidia parlare di Vittorio mi vengono in mente i versi di Gibran.
Stasera più che mai.
L’emozione, la commozione,che in questo incontro erano così teneramente palpabili, mi hanno fatto comprendere che l’umanità spesso è contagiosa e nel caso di Vittorio ed Egidia di sicuro genetica.

In sere come queste è dura mettere a nanna le emozioni.

I vostri figli non sono figli vostri…
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa…
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono…
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani,
che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco
.

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