Tutti noi, molto spesso, abbiamo solo bisogno di essere ascoltati.
Soprattutto nel periodo che stiamo vivendo, in cui si parla molto ma si ascolta troppo poco.
Io che già da piccolina venivo definito dalla mia nonna una “zabetta” in quest’ultimo anno ho imparato moltissimo ad ascoltare.
Ho iniziato mettendomi all’ascolto di me stessa, cosa che per me è sempre venuta dopo tutto il resto.
Poi pian piano mi è venuto naturale farlo con le persone che mi circondano.
Non che prima non ascoltassi, ma troppo presa dai miei ritmi forsennati mi capitava a volte di farlo più con le orecchie che con il cuore.
E devo dire che da quando ho cambiato l’organo di ascolto mi sono arricchita.
Perché le storie degli altri spesso ti riportano al tuo vissuto.
E ti danno modo di elaborarlo, di comprenderlo e a volte di superarlo.
Perché la condivisione fa crescere.
Perché l’empatia è vita.
Perché ti apre il cuore leggere un sms come quello ricevuto pochi minuti fa da una persona a me cara, poco avvezza a smancerie.
Sei l’unica ad avermi ascoltato veramente.Grazie.

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