E’ da ieri che cerco le parole.

Ma la delusione in questo momento annienta il mio sentire e mi toglie la forza di mettere insieme un pensiero compiuto su quanto successo in Lombardia.

Per il momento mi affido alle parole di Angelo Miotto, intercettate grazie alla mia amica Rosy Battaglia.

Potrei raccontarvi che la figlia maggiore voleva indire una manifestazione appena uscita dalla piscina, contro Maroni, che quella piccola aveva intenti bellicosi, repressi – moderatamente – per questione di educazione.

Potrei anche dirvi dell’amarezza che colpisce molti di noi, ricordando la presa della Bastiglia milanese, per una sconfitta in regione che mette una lastra cupa e opprimente sui nostri cieli.

Potrei anche cercare di ricordare ai concittadini che pensano e votano in maniera diversa dall’essere progressisti che in ballo, questa volta, c’era un sistema corrotto di potere paramafioso, che si fonda su consulenze e appalti dirottati ad arte, che siamo infoltrati di mafia a fottere, che abbiamo una popolazione di immigrati così importante che anche se non fossero partiti che ospitano corrotti e delinquenti basterebbe pensare alla xenofobia e alla falsa carità cristiana degli ex voto di castità sputtaneggianti in lussuose barche fra salse onde celesti.

E infine potrei anche dirvi tutta la mia incazzatura, il giramento di coglioni, la furia – più esattamente – che mi assale dopo una due giorni del genere. Un terzo di chi ha votato si è ripreso il vecchio bavoso schifoso, e oggi sul territorio dove vivo sento il peso della grevità e dell’ignoranza, del malaffare e della cancrena che ci dovremo sorbire, fino ai prossimi arresti o al toto indagati e imputati della prossima giunta.

Però, alla fine, preferisco pensare che ho seguito con entusiasmo un progetto piccolo, ma che si candida, spero, a crescere, Etico. E che comunque fra le persone che conosco e che alla mia età si occupano e discutono di politica c’è molta energia. Incanaliamola, lavoriamoci, viviamo il tempo della delusione, ma senza fermarci.

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