La lettera di Amato a Repubblica mi fa capire ancora una volta che molti politici o ex politici non hanno ancora compreso cosa avviene attorno a loro.

Avviene che troppe persone sono senza lavoro e le persone, che ancora hanno la fortuna di averlo, lottano ogni giorno contro l’ansia di non sapere cosa gli riserverà il futuro.

Ora Amato può spiegarmi che dei 32.000 euro che percepisce tra pensione e vitalizi trattiene solo 11.000 euro.

Può così spiegarmi che il resto lo dà in beneficenza.

Può così dirmi che lui non è uomo della casta.

Se non lo fosse stato, forse a suo tempo avrebbe fatto in modo di annullare la pratica vergognosa del vitalizio.

Perchè Amato non dimentichiamocelo era nel Sistema.

E ha avuto come tanti altri la possibiltà di cambiare tutto quello che ha rappresentato e rappresenta ancora, purtroppo, uno schiaffo alle persone che devono sopravvivere con 1000 euro al mese (sempre che ci si arrivi a queste cifre).

Invece no.

Troppo comodo ora scrivere una lettera di indignazione a Repubblica.

Mi spiace, io non ci casco. Io non ci sto.

Non c’ è bisogno di essere Grillini per rifiutarsi di cadere in queste trappole.

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