C’ è la crisi economica.
E c’è un altro tipo di crisi.
Basta guardare le facce delle persone.
Tristi, arrabbiate, incazzate.
Te ne accorgi dai mancati saluti.
Dall’ABC dell’educazione che non esiste più.
La richiesta arriva prima del buongiorno.
Chiedere a una persona come sta poi non parliamone.
Troppo faticoso.
Prendersela poi con le persone che lavorano a contatto con il pubblico è diventata la valvola di sfogo del terzo millennio.
Perché pagare uno psicologo per districare la rabbia quando si può sfogarla sulla cassiera del supermercato o sul ragazzo del bar che ci mette un minuto in più per fare un caffè?
Persone che sai benissimo che non possono rispondere, che sono costrette a subire la tua maleducazione per non perdere il posto di lavoro.

C’è la crisi, è vero.
Ma l’educazione dovrebbe essere un valore universale non soggetto agli andamenti dei mercati.
Dovrebbe, appunto.

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