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Vuole sapere se penso alla morte? Certo che ci penso: ho un rapporto con la morte che mi rende molto curioso sull’aldilà. La morte è un momento che fa nascere un soprassalto egoistico nelle persone che devono lasciare il proprio ego e il presente, mentre sono prese dalle emozioni, dall’ignoranza o dalla mancanza d’ignoranza. Lo zen mi ha insegnato che il presente non esiste, che bisogna considerare il passato e il futuro. E allora puoi fare a meno dell’ego ed è finita anche la mancanza di altruismo e di socialità. Insomma sono di passaggio: certo tutto questo si può capire meglio quando si è più avanti con gli anni. Così ci si abitua a dare peso alle cose che ti sono riuscite. Con tutte le fatiche che ho fatto sono riuscito nella medicina e nella musica, ho avuto il mio colpo di fortuna con “No tu no”, ho conosciuto Dario Fo con cui ho lavorato e che mi ha dato la spinta. Quando gli telefono gli dico: “Se non ci fossi stato tu oggi non sarei qui a parlare con un Nobel”.

Dall’intervista di Maria Grazia Gregori – L’UNITA’ – 17/09/2006

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