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Ti dirò una cosa banale.
In materia di sentimenti noi siamo degli analfabeti.
E il fatto più triste è che ciò non riguarda solo te o me, ma quasi tutte le persone.
Noi impariamo ogni cosa intorno al corpo umano, intorno all’agricoltura nel Sudafrica, intorno al pi greco o come diavolo si chiama, ma neanche una parola intorno all’anima.
Per ciò che si riferisce a noi stessi e agli altri siamo di un’ignoranza tremenda, sconfinata.
È dottrina corrente ormai che i bambini devono essere educati a contatto con il resto dell’umanità.
Si parla di comprensione, di coesistenza, di eguaglianza, con queste e altre parole di moda che non conosco.
Ma nessuno concepisce l’idea che dobbiamo imparare qualcosa intorno a noi stessi e ai nostri sentimenti personali. Intorno alla nostra paura, alla solitudine, alla rabbia.
E restiamo lì abbandonati, impotenti, pieni di rimorsi e ambizioni frustrate.
Far sì che un bambino diventi cosciente della propria anima sembra quasi sconveniente.
Veniamo allora considerati per poco dei vecchi antiquati.
Come possiamo mai capire gli altri se non sappiamo niente di noi stessi?

Da Scene di vita coniugale di Ingmar Bergman

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