Se la politica finisce per isolarsi in aristocratiche “fortezze”, costretta a ricorrere a richiami moralistici, è perché si rivela incapace di accostarsi a una “quotidiana comune esperienza”.
La discriminazione tra “ciò che è politico e ciò che non sarebbe politico”, mentre allarga l’arco dell’estraneità e il senso di impotenza, fa del sogno il luogo unico di un cambiamento altrimenti impossibile
.

Queste parole sono tratte da Amore e Violenza di Lea Melandri un libro di cui consiglio la lettura perché va oltre l’analisi dei meccanismi profondi che portano alla violenza.
Lea Melandri ci fa entrare in un pezzo di storia, di sogni e di ideologie in cui si affonda piacevolmente per arrivare a una maggior comprensione dei meccanismi di potere che ci hanno portato al nostro oggi.

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