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Ci sono momenti della vita che una persona tiene al riparo dentro di sè per tanti anni.

Ma poi arrivano eventi scatenanti che ti aiutano a portarli alla luce.

In questi giorni la notizia dell’omicidio di Fabiana mi ha aperto uno squarcio dentro.

Mi sono chiesta com’ è possibile che a sedici anni si vivano rapporti che sfociano in violenza, e in questo caso alla morte.

E mi sono risposta con facilità visto che sedici anni li ho avuti anch’io e anche io sono incappata in una storia dove la morbosità ha preso il sopravvento.

Ho vissuto anch’io con una storia con un ragazzo che all’inizio mi ha fatto sentire una regina.

La prima storia vera, i primi batticuore, le farfalle nello stomaco e tutto quello che porta l’innamoramento.

Passati alcuni mesi sono iniziate le prime scenate di gelosia.Poi siamo passati al controllo delle azioni, e allo sradicamento delle mie amicizie.

Ero innamorata. O almeno così mi sentivo.

Quando si è adolescenti spesso si è fragili e non sempre si conoscono le dinamiche corrette dei rapporti.

Una sera dopo l’ennesima scenata di gelosia mi sono trovata scaraventata contro un muro e le sue mani sulla mia faccia.

Nonostante questo il giorno dopo io ero ancora lì.

Ricorderò sempre un mio compagno del liceo, che saputo di questo fatto, ha affrontato a viso aperto il mio fidanzato di allora.                                                        “Se la tocchi ancora la prossima volta te la vedi con me”

Mi torna spesso in mente questo episodio, e mentalmente mi trovo a ringraziarlo ancora.

Non so perchè mi sono venute in mente queste cose.

La mia vita poi è andata avanti.

La storia è finita, non subito, è dovuto passare ancora altro tempo.

In seguito non mi sono più ritrovata in situazioni simili.

Chi mi ha conosciuto negli ultimi anni farà fatica a pensare che questa cosa è capitata a me.

E’ difficile pensare che una cosa del genere capiti a persone che in apparenza appaiono forti.

Ma a sedici anni forti non lo si è.

Nemmeno quando, come me, hai avuto la fortuna di crescere in una famiglia unita dall’amore.

A sedici anni spesso hai bisogno di qualcuno che ti spieghi cosa significa amare ed essere amati.

Questo è uno dei motivi per cui spesso, quando si parla di violenza sulle donne, io sottolineo sempre di come sia fondamentale inserire nei programmi scolastici l’educazione sentimentale, di come sia fondamentale essere seguiti nella scuola da persone competenti.

Perchè parliamoci chiaro. La famiglia può fare tanto, ma la scuola può fornire sicuramente quel radicamento a terra che ogni ragazzo ha bisogno.

Mi scuso con i miei cari per non aver mai parlato loro di queste cose. Semplicemente pensavo di poter farcela da sola e non volevo caricarvi di altre preoccupazioni.

Vorrei dire alle persone che passeranno di qui e che si trovano a vivere una situazione simile alla mia di non ripetere il mio errore, di pensare che tutto questo sia normale.

E soprattutto parlatene in famiglia, con gli amici più cari.

Essere fragili non è una colpa.

E chiedere aiuto ci rende più forti.

Sempre.

 

 

 

 

 

 

 

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