Lo ammetto.
Sono assente.
Sto prendendo tregua dalle notizie perché non sono più in grado di reggerle.
Ogni giorno è già una fatica.
Nel mondo del lavoro, per chi ne ha ancora uno, serpeggia parecchia tensione.
Aziende che chiudono ogni giorno, conti in rosso, imprenditori tesi, lavoratori preoccupati, poca fiducia nel futuro.
Tutto questo passa dentro di me ogni giorno.
E dinanzi a tutto questo non riesco più a reggere i nostri cari politici che discutono di presidenzialismo o addirittura di riforma della Costituzione.
Lascio queste notizie come sottofondo, come quando accendo la radio alla mattina a basso volume.
Non ascolto.
Non ne posso veramente più.
Ho come la sensazione di vivere in un paese irreale.
La mia vita reale che cozza ogni giorno con i problemi non reali dei nostri politici.
Non ce n’è uno, dico uno che si alzi una mattina e proclami:
Basta sparare cazzate, qui bisogna pensare a creare il lavoro.

Sì creare.
Perchè il lavoro non esiste più.
È finito sotto le macerie delle speculazioni, di una politica incapace di vedere e prevedere.
E ora bisogna ripartire da zero.
Partendo da decisioni forti.

E invece di forte io sento solo questo chiacchiericcio stantio, inutile, volgare.
Un parlare di cose che agevolano i soliti noti mentre i soliti ignoti vivono storie cariche di disperazione.

Non reggo più.
Davvero.

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