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Ci sono notizie che passano in secondo piano, relegate nel fondo della home dei giornali.
Non ne capisco il motivo, e forse mi sono anche stancata di cercarne la ragione.
Ieri 11 studentesse sono state uccise in un attacco terroristico in Pakistan.

Tornavano da scuola.
Me le immagino gioiose, come capitava a me quando uscivo dal cancello della scuola.
Le vedo che parlano, schiamazzano, si fanno scherzi.
Salgono sull’autobus che le deve riportare a casa.
Ma la loro casa non la vedranno più.
Su quell’autobus è stato posto un ordigno esplosivo.
Un ordigno che spezza per sempre queste giovani vite.

Queste non sono notizie che possono passare sotto tono.
Queste sono notizie, che a mio parere, dovrebbero indignare tutti.
Qui si parla del diritto umano per eccellenza calpestato.
Il diritto alla vita.
E il fatto che l’ordigno sia stato piazzato sull’autobus di un università femminile di sicuro ha un significato.
Significato che vorrei fosse approfondito, analizzato e sviscerato dalle persone che hanno competenza.
E vorrei poter recuperare facilmente queste analisi anche qui in Italia.
Non solo su testate estere.

Le ragazze che ieri sull’autobus hanno trovato la morte non meritano di passare sotto tono.
Il diritto alla vita, alla cultura, a essere donne non può essere relegato a fondo pagina.

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