Il problema non è solo Calderoli.

Chi abita in Brianza lo sa.

Sa che per un Calderoli ce ne sono almeno cento come lui.

Persone che la domenica si infilano nella porta della Chiesa parrocchiale e mettono in scena la recita del bravo cattolico praticante.

Salvo poi lamentarsi della persona che fuori dalla chiesa chiede la carità.

Salvo poi trovarli al bar, quando ti fermi a bere il caffè. e sentirli bestemmiare contro gli immigrati.In tutte le salse. Con tutti gli epiteti del caso.

Il problema non è solo Calderoli, che in qualsiasi altro paese civile non avrebbe mai avuto nessun incarico istituzionale.

Il problema è tutta la comunità.

Quella che davanti a casa mia espone con orgoglio la bandiera della Lega.

Quella che ha parole di disprezzo per tutti coloro che arrivano da lontano e vivono accanto a noi.

Quella comunità che si trova al bar, nei luoghi pubblici e dice che i barconi dovrebbero affondare.

La stessa comunità che si augura che il proprio figlio non diventi gay.

Il problema non è solo Calderoli.

Il problema è culturale.

E qui in Brianza vi assicuro che abbiamo un problema serio.

Un problema che si manifesta pubblicamente in Calderoli e che io con molte altre persone devo affrontare ogni giorno nel mio privato.

Se non partiamo dall’educazione e dalla cultura umana le dimissioni di Calderoli, se mai arriveranno, resteranno solo un atto dovuto.

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