Si festeggiano i compleanni.

Si festeggiano le nascite.

Si festeggiano eventi gioiosi.

Ma di certo non si festeggia la fine della detenzione degli assassini di un ragazzo.

Uomini dello Stato che, se non ho capito male (e qui vorrei che qualcuno mi rettificasse) , potrebbero tranquillamente tornare in servizio.

Uomini dello Stato che hanno ucciso un ragazzo.

Ucciso.

Forse è il caso di ricordarlo anche a Repubblica che non ha ancora ben compreso che le parole hanno un peso e che la verità non può essere modificata usando termini diversi.

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La verità la mamma di Federico ce l’ha davanti agli occhi tutti i giorni.

Anche attraverso il corretto uso delle parole impariamo, una volta per tutte,  a portarle rispetto.

Perchè questo non è un giorno speciale.

#IostoConPatriziaMoretti

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