Gentile AnnaMaria Bernardini De Pace,

Eccomi qua a spiegarle, come anticipato, quello che penso e che non ci sta in un tweet.

Rifiutare la maternità, secondo il mio parere, non è autolesionismo.

È semplicemente una scelta.

Una scelta individuale, precisa, che non può essere sottoposta a giudizio alcuno.

Abbiamo vissuto per anni in una società ghettizzante per le donne. E, come ben saprà, non ci ha portato nulla di buono.

La donna per essere una vera donna, fino a poco tempo fa, doveva essere per forza madre, moglie, figlia.

Doveva ricoprire mille ruoli tranne che il proprio, doveva essere tutto tranne che un individuo.

E sinceramente leggere le sue parole oggi mi ha creato un profondo disagio, mi sono sentita sprofondata in un’ epoca e in un modo di vedere la vita che non mi appartiene.

Io non sono madre. E non per questo mi sento meno donna di una mamma.

La mia femminilità, di cui mi sono riappropriata in questi anni grazie a un  profondo percorso interiore, non c’entra nulla con le mie scelte sulla maternità.

La mia femminilità è viva e vegeta a prescindere dall’aver dato la vita o meno.

Se è vero che donna non si nasce, ma la si diventa, l’essere madre fa diventare più donna di qualsiasi altra donna.

Questa una delle frasi che più mi ha lasciato perplessa.

Penso alle donne che ho avuto la fortuna di incontrare nella vita, che un figlio non l’hanno voluto. Con quale diritto possiamo dire che queste donne siano meno donne delle madri?

Come può una persona giudicare una persona egoista perchè non mette al mondo dei figli?

E l’istinto viene sepolto da motivazioni estemporanee o insuperabili: la paura, l’egoismo, la carriera, la mancanza di denaro o dell’uomo giusto.

È sicura poi che in tutte le donne vi sia questo istinto? Io ho incontrato diverse donne serene di fronte al fatto di non aver avuto figli e che mi hanno raccontato di non aver mai sentito dentro di sè questo desiderio.

L’essere umano è più complicato di quello che pensiamo, soprattutto a livello emotivo.

Io ad esempio, senza entrare troppo nel personale, il dediderio di un figlio fino a poco tempo fa non l’ho mai avuto.

Non mi sono mai posta il problema, non ho mai fatto il collegamento “Sono Donna quindi devo essere madre”.

Ho sempre pensato che la vita mi avrebbe donato quello che era giusto per me.

Non ho mai girato la clessidra, non ho mai sentito il battito dell’orologio biologico.

E non lo sento nemmeno ora.

Se sceglierò di essere madre, lo sceglierò io e in buona parte il mio destino.

Non ho scelto di non essere madre per egoismo, per paura, per la carriera.

Ho scelto semplicemente in base a quello che stavo vivendo in quel momento dentro di me.

Non mi sento meno femminile o meno realizzata. Anzi.

Non invidio le mie amiche con figli, sono semplicemente felice nel vederle serene.

Non mi rammarico per le mie amiche che hanno superato gli anta e non sono diventate madri. Le vedo centrate, motivate. E sono felice per loro.

Non mi permetterei di giudicare il percorso di vita di nessuna di loro.

Non mi permetterei mai di analizzare le loro ragioni.

Essere donne non significa essere madri.

Essere donne è qualcosa di più profondo, di creativo, di umano.

A volte il creare si manifesta con il dare vita, a volte si manifesta in mille altri modi.

Come mi dice una donna che stimo tantissimo: Io non sono madre, ma ho tanti figli.

Avrei mille cose da dirle, ma per stasera mi limito a questo.

Credo che per oggi possa essere sufficente.

Cordiali saluti.

Marta

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