street-art-utopia
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Ci sono violenze che faticano a trovare voce.

Sono quelle violenze che si insinuano tra le parole, nei gesti mascherati.

Sono quelle violenze che ti lasciano addosso un odore di disagio.

La gamba che sobbalza al tocco di una mano.

Non è il tuo compagno, non sei a cena.

Sei in una riunione.

La mano sotto la scrivania, che si appoggia alla tua coscia.

Violenze come quelle di Luigi che nei commenti, che naturalmente non modero, mi lascia video sul NaziFemminismo.

Violenze verbali, dell’uomo forte che esercita la sua forza e la sua rabbia repressa sul soggetto che considera debole.

Violenze nelle parole, nei pensieri.Troia, vacca, puttana, baldracca, lanciati come bombe nei riguardi di donne per il loro modo di vestire, di essere, di porsi.

Ci sono violenze che non lasciano segni fisici, ma che segnano in egual misura l’anima.

Violenze taciute, perchè tanto è colpa tua. Dovevi fare, dovevi dire, dovevi andartene.

Violenze che si amplificano nella pratica consueta del giudizio.

Violenze silenziose.

Violenze silenti che tocca a noi smascherare.

#25novembre tutti i giorni.

 

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