Sostengo Civati

Sostengo Civati, e forse si era capito.

Non ho mai votato Pd, e anche questo presumo si fosse capito.

Ho conosciuto le qualità di Giuseppe Civati grazie al suo lavoro come consigliere lombardo.

Se non ci fossero stati lui e Giulio Cavalli poco avremmo saputo di quello che succedeva in consiglio regionale ai tempi del Celeste.

L’ho apprezzato per la sua non timidezza.

Ha sempre mantenuto la sua integrità e la barra dritta anche quando il suo partito in consiglio si mostrava flebile.

Non si è mai nascosto dietro un dito.

Non è un moderato, e non rischio di morire democristiana.

E’ stato l’unico, anche in tempi non sospetti a parlare di questione maschile e l’ha inserita nel suo programma.

La legge 194 va applicata integralmente, la 40 cambiata. La violenza sulle donne va prevenuta con l’educazione e i persecutori curati. Il Pd deve sottrarre le donne al ruolo di “welfare viventi” e renderle protagoniste: mai più senza donne.

E per me non sono noccioline.

Ha sempre detto quello che, come elettrice, volevo sentirmi dire.

Sugli #f35, sulla patrimoniale, su Rodotà, su Landini, sulla vicenda Cancellieri.

Dopo tanto tempo riesco a dare un volto alla parola sinistra.

Quindi ci metto la faccia (e non il nick name) e l’8 dicembre vado a votare Giuseppe Civati.

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