Avete presente quelle giornate dove tra le pieghe dei momenti si insinua quella leggera malinconia?

Che non sai da dove arriva, o forse sì ma non ci vuoi pensare perché pensarci significherebbe tornare ancora lì e fa ancora troppo male.

Poi rientri la sera nella tua casetta sopra i colli, nel silenzio assoluto intervallato ogni tanto da una risata dei vicini, dal suono dei grilli, dalla musica che arriva dalla finestra accanto.

Alzi gli occhi al cielo e vedi la meraviglia.

Giove e Venere sempre più vicini.

E ti trovi con il naso all’insù e un sorriso di meraviglia che trasforma la malinconia in stupore.

Giove e Venere. 

Io e la parte più profonda di me.

  

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