Non ho mai creduto a chi mi dice che esistono le bugie a fin di bene, e tanto meno a quelli che mi dicono che un’omissione non è una bugia.

Tali persone mi dovrebbero spiegare come mai una bugia, creata con la giustificazione di non ferire, provoca sempre nella persona che la subisce un danno emotivo.

“Non te l’ho detto perché ci potevi rimanere male”

No scusa magari più che non dirmelo, se davvero ci tenevi a me, dovevi semplicemente non farlo.

“Ti ho detto una piccola bugia perché non volevo ferirti”

Invece adesso che casualmente la verità è venuta fuori sono al settimo cielo.

Grillo_parlante_e_Pinocchio

In questi anni anzi ho capito una cosa; chi mente non pensa mai all’altro.

Chi mente è semplicemente concentrato su se stesso. L’unica persona che interessa al bugiardo cronico è il suo Io.

Nonostante le scuse, le giustificazioni, i pentimenti, “ho sbagliato”, “ti ho ferito”, “non lo farò mai più”, a colui che mente preme solo una cosa: salvarsi, farla franca, uscirne vincente.

La miglior cosa che può capitare a una persona che è abituata a vivere di bugie è trovare qualcuno che pensi di poterlo salvare; la miglior cosa di sicuro per il bugiardo, la peggiore invece per chi ritiene di potercela fare a cambiare colui che mente.

Per il salvatore di turno avere a che fare con un bugiardo è come avere a che fare con una persona che ha delle dipendenze chimiche. Ogni giorno ti dirà che è in grado di smettere, ogni giorno si attaccherà alla bottiglia.

Purtroppo se chi mente non vede il problema, se chi mente mente anche rispetto alla sua patologia, non ci sarà nessuno che lo potrà salvare.

E’ questo che il salvatore di turno deve comprendere, perché se non lo farà vedrà se stesso affondare. O farà esattamente la fine del Grillo Parlante.

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