Penso anch’io che il silenzio per le vittime di Dacca sia stato vergognoso.

Ci sarebbe dovuta essere una figura istituzionale ad ogni funerale ma purtroppo non è stato così.

Ci sono sempre due pesi e due misure per i morti, non da oggi ma dalla notte dei tempi.

Ma fare dei paragoni sulle presenze istituzionali al funerale di Emmanuel non cambia nulla e lo trovo parecchio fuori luogo.

Ogni famiglia ha la propria sofferenza e ogni morte in seguito a una violenza per me non è accettabile.

Non lo è quella di Emmanuel, non lo è quella di Nadia, Claudio e delle altre vittime del terrorismo.

Fare paragoni sulle morti non ci rende persone migliori.

E non resuscita nessuno.
Credo che ci sia un modo per andare controcorrente e che questo modo stia tutto nelle parole di Vittore Beretta, che in questa disgrazia ci dà una lezione di vita. 

Facciamola nostra, e buttiamo la cattiveria alle spalle.
”Oggi Valeria e Stella hanno perso Claudio, un marito e un papà meraviglioso. È una terribile disgrazia. Ma cosa possiamo fare tutti noi per attenuare questo tremendo dolore?” si è chiesto Vittore Beretta dal pulpito della chiesa parrocchiale di San Vito di Barzanò.
“Possiamo unirci in un abbraccio forte di affetto e protezione su questa nuova vedova e su questa nuova bimba, orfana” ha detto Beretta, rispondendo alla domanda iniziale. ”Possiamo aiutare Valeria a non sentirsi sola e adottare Stella come una nostra bambina, una nostra figlia, una nostra sorella. Se riusciremo a farlo, con grande e normale convinzione, avremo compiuto una grande opera meritoria cristiana. Grazie a tutti”.

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