Stamattina di fronte all’ennesima ondata di negatività mi sono fatta due domande sul senso della vita.
Da quando sono piccola mi sveglio tendenzialmente di buonumore e quando non capita cerco di dare una svolta al mio tormento interiore.

Poi durante la giornata, essendo per lavoro a contatto con parecchia gente, vengo invasa dagli umori altrui.

E quello che alle nove del mattino già sembra che gli è cascato addosso il mondo, e quello che vede un problema in ogni dove e la cliente che si dichiara triste perché in pieno periodo dei saldi non trova la scarpa della sua misura.

E allora mi chiedo: che senso ha la vita se non facciamo il minimo sforzo per apprezzarla?

Perché si vive una giornata come se si fosse stati morsi da un serpente (cit di un mio collega)?

Se queste riflessioni normalmente mi invadono il cervello per far fronte alle negatività altrui, oggi, dopo aver realizzato della tragedia successa in Puglia, questi pensieri mi hanno proprio invaso l’anima.

Possibile che di fronte alle brutture del mondo, alle disgrazie che accadono, purtroppo di sovente, ci sono ancora persone che rompono le ovaie con paturnie che non stanno né in cielo né in terra?

Non parlo così perché sono Alice nel paese delle meraviglie, ho avuto i miei dolori come tutti ma credo che questo modo di vivere all’insegna del pessimismo e della pesantezza, senza averne un motivo, sia uno schiaffo a tutti coloro che si trovano a vivere disgrazie davvero inenarrabili come quella di oggi.

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