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Sono figlia del cammino, la carovana è la mia casa (Amin Maalouf)

Mese

gennaio 2017

Oggi più che mai 

È vero, tesoro mio, come mi scrivevi alcuni mesi fa che per voi io sono “la vostra famiglia.”Oggi più che mai, in questo momento che nessuna donna dovrebbe mai vivere, io sono la tua famiglia.

Piango come se fosse successo a me.

Vi ho visto crescere, a te e M, attraverso il lavoro.

Ho visto le vostre storie iniziare e finire.

Ognuna per la propria strada, ma sempre sorelle.

Ho visto la gioia riapparire sul tuo volto dopo un anno di stanchezza morale, di traslochi e di porte che dovevano essere chiuse.

Ho visto tutto questo nel connubio che si può creare tra le lenti del lavoro e i miei occhi da umana, nelle volte che potevo essere da voi.

Ho visto la bambina di M e quanto ho gioito. Ho gioito per lei e per te, zia fiera e orgogliosa.

E ora, tesoro mio, sento la tua sofferenza e vorrei fare qualcosa per abbatterla.

Di sicuro una cosa la farò, ci sarò.

Come in questi anni, oggi più che mai.

Come una famiglia.

I figli che sanno

Senza vergogna, senza paura

L’altro giorno sentivo prendere in giro la ragazza che difendeva il ragazzo che le ha buttato addosso l’acido.”Ma quanto può essere deficiente questa? Ma non è mica finita etc etc”

Mi piacerebbe sapere da queste ragazze se hanno mai vissuto dei momenti di fragilità, in cui magari sono incappate nell’uomo con tratti marcatamente narcisisti che è in grado di farti credere di essere la donna più importante del mondo e che nello stesso tempo ti manipola a tal punto da farti perdere la tua identità.

Perché care mie donne che giudicate questa ragazza che non accetta la realtà, la vita purtroppo non è fatta solo di abiti bianchi, di fiori colorati e di riso sui vestiti.

A volte succede che le persone più fragili siano preda degli uomini peggiori (e il narcisista è uno della peggior specie).

E sono contenta per voi che non vi sia capitato perché è un’esperienza che nessuna dovrebbe vivere.

Colpevolizzare persone in uno stato di fragilità emotiva non aiuta nessuno, anzi peggiora le cose.

Vorrei sapere inoltre quante mamme consiglierebbero alle figlie in difficoltà un percorso psicologico. Nessuna o poche ve lo dico io.

E qui sta il problema.

Perché finché non capiremo che il riscatto parte da noi stesse e che a volte ci sono situazioni nella vita in cui vi è necessità di un lavoro che scavi nell’anima, non ci salveremo mai da sole.

Non bisogna avere vergogna di chiedere aiuto e ogni mamma dovrebbe essere in grado di indirizzare la figlia verso il percorso migliore.

Senza vergogna, senza paura.

Meno cuori più cure 

Non metterò cuori sulla mia bacheca.In un paese che non punta sulla prevenzione e dove se devi fare un esame urgente te lo devi pagare di tasca tua perché i tempi, grazie ai continui tagli alla sanità, sono aumentati in maniera esponenziale non credo che si ottenga nulla con un cuore.

L’anno scorso per fare una mammografia ho dovuto aspettare 7 mesi. Ora per ripeterla dovrò aspettare altrettanto sforando di parecchio l’anno di tempo che mi era stato consigliato.

In più solo di ticket ho dovuto pagare tra eco e mammografia circa 90 euro.

Quante donne se lo possono permettere?

Di che stiamo a parlare?

Meno cuori e più vaffanculo a chi gioca sulla nostra pelle.

È finito anche il tempo delle parole 

Io di fronte alla morte di un ragazzo di quindici anni lo dico senza vergogna mi chiedo come funziona questo mondo e non lo capisco, non lo capisco davvero.Non lo capii a suo tempo quando un ragazzino un po’ più piccolo di me morì di infarto.

Non lo capii a suo tempo quando un bambino un po’ più grande di me morì di leucemia.

Non lo capii quando mia cugina Roberta ci lasciò a vent’anni o poco più.

E tralascio il resto, perché penso di cose di averne viste abbastanza.

Non lo capirò mai come cazzo funziona il mondo e quale disegno si cela dietro a queste tragedie.

So solo che negli anni si è fortificato in me l’insofferenza verso tutti quelli che si lamentano per nulla, che appesantiscono la vita, che non sanno davvero cosa significa macinare km in macchina a piangere e sentire il cuore che viene strappato dal petto.

Credo che da oggi sopporterò ancora meno e alla prima lamentela stupida o alla prima negatività che mi viene sbattuta addosso girerò le spalle e me ne andrò. È finito anche il tempo delle parole.

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