Io di fronte alla morte di un ragazzo di quindici anni lo dico senza vergogna mi chiedo come funziona questo mondo e non lo capisco, non lo capisco davvero.Non lo capii a suo tempo quando un ragazzino un po’ più piccolo di me morì di infarto.

Non lo capii a suo tempo quando un bambino un po’ più grande di me morì di leucemia.

Non lo capii quando mia cugina Roberta ci lasciò a vent’anni o poco più.

E tralascio il resto, perché penso di cose di averne viste abbastanza.

Non lo capirò mai come cazzo funziona il mondo e quale disegno si cela dietro a queste tragedie.

So solo che negli anni si è fortificato in me l’insofferenza verso tutti quelli che si lamentano per nulla, che appesantiscono la vita, che non sanno davvero cosa significa macinare km in macchina a piangere e sentire il cuore che viene strappato dal petto.

Credo che da oggi sopporterò ancora meno e alla prima lamentela stupida o alla prima negatività che mi viene sbattuta addosso girerò le spalle e me ne andrò. È finito anche il tempo delle parole.

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