È vero, tesoro mio, come mi scrivevi alcuni mesi fa che per voi io sono “la vostra famiglia.”Oggi più che mai, in questo momento che nessuna donna dovrebbe mai vivere, io sono la tua famiglia.

Piango come se fosse successo a me.

Vi ho visto crescere, a te e M, attraverso il lavoro.

Ho visto le vostre storie iniziare e finire.

Ognuna per la propria strada, ma sempre sorelle.

Ho visto la gioia riapparire sul tuo volto dopo un anno di stanchezza morale, di traslochi e di porte che dovevano essere chiuse.

Ho visto tutto questo nel connubio che si può creare tra le lenti del lavoro e i miei occhi da umana, nelle volte che potevo essere da voi.

Ho visto la bambina di M e quanto ho gioito. Ho gioito per lei e per te, zia fiera e orgogliosa.

E ora, tesoro mio, sento la tua sofferenza e vorrei fare qualcosa per abbatterla.

Di sicuro una cosa la farò, ci sarò.

Come in questi anni, oggi più che mai.

Come una famiglia.

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