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Sono figlia del cammino, la carovana è la mia casa (Amin Maalouf)

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Pensieri sparsi

Soffio


Ci sono storie stranissime da raccontare.

Questa è la storia di Soffio.

Soffio è una gatta della colonia che si è formata alcuni anni fa nel giardino della mia vicina.

In questi anni si sono susseguite nascite, partenze, addii, nuove nascite, nuove partenze, nuovi addii.

Soffio è sempre stata la strana della colonia.

La mia vicina dice che è diventata strana dopo la sterilizzazione di massa effettuata alla maggior parte dei gatti della colonia grazie all’Enpa, che è intervenuta sotto nostra richiesta.

In questi anni capitava di sovente di vedere Soffio nel prato qui davanti anche nelle giornate di pioggia. Sempre sola. Soffio infatti non ama stare con gli altri gatti.

Soffio è mezza cieca ed è stata chiamata Soffio perché soffia a tutti.

O quasi a tutti, perché da qualche mese a me non soffia più.

Me la trovo fuori di casa alla sera che mi aspetta e inizia a strusciarsi contro le mie gambe. Uno struscio continuo come se avesse paura che me ne vada. E mi fa un sacco di fusa.

Da quando ha iniziato di sovente a venire qui da me ho iniziato a nutrirla io.

E ha cominciato anche ad entrare in casa per qualche attimo la sera.

Con la Batoo non ha ancora fatto amicizia ma rispetto a qualche giorno fa dove la Batoo appariva terrorizzata e nel contempo Soffio totalmente insensibile alla sua presenza, la situazione sembra più distesa.

Mi spiace ogni volta che la devo far uscire ma non ha dei comportamenti sereni per cui al momento non posso pensare di tenerla qui in casa.

È come se ogni giorno prendesse un po’ più confidenza. È come se ogni giorno imparasse qualcosa di nuovo.

Non sembra una gatta adulta, sembra un cucciolo che sta imparando a vivere.

Stasera, dopo questa giornata di pioggia, è arrivata totalmente fradicia.

Iniziò a pensare che non abbia la capacità di mettersi al riparo.

È una gatta strana, ma è una gatta che ti ruba il cuore. È una gatta che è rimasta moltissimo tempo senza un vero contatto ma che non ha dimenticato cosa significa affezionarsi.

Per questo mi presto ogni sera al suo agguato di fusa, ritardando spesso l’ora della cena. Perché sento che ha un estremo bisogno di scaricare su di me il suo affetto, che ha bisogno di sentirsi accolta.

Non so come andrà a finire questa storia, so solo che Soffio mi sta facendo vedere tante cose che possono essere rapportate ai rapporti umani.

Una su tante, l’importanza della fiducia.

Soffio si è avvicinata perché le ho dato modo di fidarsi di me.

Non ha trovato un cuore chiuso e ci si è tuffato dentro.

Sì, credo che Soffio sia arrivata per farmi vedere qualcosa che ancora non vedo del tutto. Perché in fondo in questo momento sono un po’ cieca pure io.

La fiducia nelle ali

Un uccello posato su un ramo non ha mai paura che il ramo si rompa, perché la sua fiducia non è nel ramo, ma nelle sue ali.

(cit.)

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Di bugie e grilli parlanti

Non ho mai creduto a chi mi dice che esistono le bugie a fin di bene, e tanto meno a quelli che mi dicono che un’omissione non è una bugia.

Tali persone mi dovrebbero spiegare come mai una bugia, creata con la giustificazione di non ferire, provoca sempre nella persona che la subisce un danno emotivo.

“Non te l’ho detto perché ci potevi rimanere male”

No scusa magari più che non dirmelo, se davvero ci tenevi a me, dovevi semplicemente non farlo.

“Ti ho detto una piccola bugia perché non volevo ferirti”

Invece adesso che casualmente la verità è venuta fuori sono al settimo cielo.

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In questi anni anzi ho capito una cosa; chi mente non pensa mai all’altro.

Chi mente è semplicemente concentrato su se stesso. L’unica persona che interessa al bugiardo cronico è il suo Io.

Nonostante le scuse, le giustificazioni, i pentimenti, “ho sbagliato”, “ti ho ferito”, “non lo farò mai più”, a colui che mente preme solo una cosa: salvarsi, farla franca, uscirne vincente.

La miglior cosa che può capitare a una persona che è abituata a vivere di bugie è trovare qualcuno che pensi di poterlo salvare; la miglior cosa di sicuro per il bugiardo, la peggiore invece per chi ritiene di potercela fare a cambiare colui che mente.

Per il salvatore di turno avere a che fare con un bugiardo è come avere a che fare con una persona che ha delle dipendenze chimiche. Ogni giorno ti dirà che è in grado di smettere, ogni giorno si attaccherà alla bottiglia.

Purtroppo se chi mente non vede il problema, se chi mente mente anche rispetto alla sua patologia, non ci sarà nessuno che lo potrà salvare.

E’ questo che il salvatore di turno deve comprendere, perché se non lo farà vedrà se stesso affondare. O farà esattamente la fine del Grillo Parlante.

Margini

margini

( il mio grazie a Filippo Vendemmiati, a cui ho “rubato” la foto)

è morto un ragazzo

A Monza vorrei ricordare è morto un ragazzo.

Mettersi sullo stesso piano di Salvini sfottendolo perché l’assassino è brianzolo non vi rende onore.

E fa passare in secondo piano la gravità del fatto e la pesantezza del dolore di questa famiglia.

Ripigliatevi tutti.

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